Quando si parla di calcolatrice Olivetti, si parla di un pezzo di storia italiana che ha anticipato l'era dell'informatica personale. Dalla Divisumma del 1948 alla Programma 101 del 1965 — il primo personal computer della storia — Olivetti ha trasformato il calcolo da arte manuale a tecnologia accessibile. E lo ha fatto con un design che ancora oggi fa studiare architetti e grafici di tutto il mondo.
Le origini: Olivetti e la macchina da scrivere (1908)
Camillo Olivetti fondò la Ing. C. Olivetti & C. a Ivrea (Torino) nel 1908, inizialmente come produttrice di macchine da scrivere. L'azienda cresceva in un'Italia che stava industrializzandosi, e la famiglia Olivetti aveva una visione aziendale rara per l'epoca: il lavoro non doveva soltanto produrre, ma anche dare dignità e bellezza alle persone.
Quando il figlio Adriano Olivetti prese le redini negli anni '30, trasformò l'azienda in un laboratorio di idee. Assunse filosofi, artisti, architetti e ingegneri insieme — una commistione creativa che avrebbe generato alcune delle macchine più eleganti del XX secolo.
La Divisumma 14 (1948): la prima calcolatrice a stampare
Nel 1948, l'ingegnere Natale Capellaro terminò i lavori sulla Divisumma 14 — un nome che fonde "divisione" e "somma". Era la prima calcolatrice al mondo capace di stampare automaticamente sia i dati inseriti sia il risultato finale su una striscia di carta.
Prima della Divisumma, le macchine calcolatrici mostravano i risultati su un display di ruote numerate — l'operatore doveva copiare il risultato a mano sul registro, rischiando di sbagliare nella trascrizione. La Divisumma eliminò questo rischio: ogni numero digitato e ogni risultato veniva immediatamente stampato, creando un registro automatico e verificabile.
La Divisumma 14 fu un tale successo che Olivetti la presentò all'Esposizione Universale di Bruxelles del 1958, dove vinse il Gran Premio. Rimase in produzione, in versioni aggiornate, per oltre vent'anni.
La Divisumma 24 (1956) e la Tetractys
Nel 1956 arrivò la Divisumma 24, versione evoluta con tastiera completa e operazioni automatiche su numeri a 24 cifre. Nello stesso anno, Olivetti presentò anche la Tetractys, una variante portatile destinata ai professionisti in mobilità — ragionieri, agenti di commercio, ispettori aziendali.
La Tetractys era concettualmente avanzata per l'epoca: piccola, robusta, con custodia in pelle. Olivetti stava già immaginando il calcolo tascabile decenni prima che il concetto diventasse mainstream con le calcolatrici elettroniche degli anni '70.
Il Logos 27-2 e la svolta degli anni '60
L'ingegnere Teresio Gassino progettò nel 1967 il Logos 27-2, macchina calcolatrice elettromeccanica di nuova generazione pensata specificamente per il mercato britannico — dove Olivetti stava conquistando quote significative a scapito dei produttori locali. Il Logos era silenzioso, rapido e compatto rispetto alla concorrenza.
Il successo del Logos 27-2 aprì la strada alla serie Logos 328, già in transizione verso l'elettronica: un ibrido che usava componenti elettronici per il calcolo ma conservava la stampa su carta, familiare agli utenti professionali. Questi modelli rappresentarono il ponte tra l'era elettromeccanica e quella completamente elettronica in cui Olivetti avrebbe rischiato di perdere la leadership.
Il design come valore: da Sottsass a De Lucchi
Ciò che distingueva Olivetti dai concorrenti non era soltanto la tecnologia: era il design. Adriano Olivetti aveva capito che una macchina bella si vende meglio, si usa meglio, e racconta un'idea di progresso civile.
Ettore Sottsass, l'architetto e designer che aveva disegnato la celebre Valentine (la macchina da scrivere portatile rossa del 1969), lavorò a lungo per Olivetti stabilendo un linguaggio visivo coerente: forme organiche, colori vivaci, ergonomia curata. La Valentine è oggi esposta al MoMA di New York.
Michele De Lucchi, negli anni '80 e '90, portò avanti questa tradizione con la serie moderna di macchine Logos, caratterizzate da linee pulite e materiali di qualità. De Lucchi divenne uno dei designer industriali più influenti d'Europa anche grazie all'esperienza maturata con Olivetti.
Il risultato di questa filosofia è che ancora oggi le calcolatrici Olivetti degli anni '60 e '70 vengono esposte nei musei di design accanto a opere d'arte — non come curiosità tecnologiche, ma come oggetti esteticamente significativi.
La Programma 101: il primo personal computer (1965)
La storia di Olivetti raggiunge il suo apice con la Programma 101, presentata alla fiera BEMA di New York nel 1965. L'ingegnere Pier Giorgio Perotto la progettò in segreto, quasi in clandestinità interna, perché la dirigenza era scettica sulla fattibilità commerciale.
La P101 era programmabile tramite schede magnetiche: si poteva salvare un programma di calcolo su una scheda, estrarre la scheda e reinserirla la volta successiva. Aveva memoria interna, una stampante integrata, e — cosa rivoluzionaria — non richiedeva un operatore specializzato. Chiunque poteva imparare a usarla in poche ore.
🚀 Apollo 11: la NASA acquistò 10 unità della Programma 101 per calcolare le traiettorie di atterraggio delle missioni lunari. Quando Armstrong e Aldrin atterrarono sulla Luna il 20 luglio 1969, i calcoli erano stati verificati anche con le Perottine di Ivrea.
Quando Hewlett-Packard presentò il suo HP-9100 nel 1968, i tecnici Olivetti riconobbero immediatamente le somiglianze con la P101. HP pagò a Olivetti 900.000 dollari in royalty per violazione di brevetti — un riconoscimento esplicito che la Programma 101 aveva aperto una strada che altri avevano seguito.
Tra il 1965 e il 1971 ne furono vendute circa 44.000 unità, al prezzo di 3.200 dollari (oltre 28.000 euro odierni). Un successo commerciale oltre ogni aspettativa, per una macchina che esisteva a dispetto delle resistenze interne.
Il declino e la transizione al digitale
Negli anni '70 e '80, il mercato cambiò rapidamente. Le calcolatrici tascabili a basso costo (Casio, Texas Instruments) resero obsolete le macchine da ufficio meccaniche ed elettromeccaniche. Olivetti cercò di adattarsi con la serie Logos di calcolatrici scriventi elettroniche — macchine da ufficio che stampavano i risultati su carta, ancora richieste da banche e studi professionali.
La vera svolta fu la M20 (1982) e poi la M24 (1984): personal computer IBM-compatibili che portarono Olivetti a diventare il secondo produttore europeo di PC. Ma il DNA della calcolatrice non sparì: la serie Logos rimase in produzione fino agli anni 2000, venduta in tutto il mondo per applicazioni contabili che richiedevano stampa su carta.
I principali modelli Olivetti a confronto
| Modello | Anno | Tipo | Caratteristica principale |
|---|---|---|---|
| MC4 | 1940 | Meccanica | Prima calcolatrice Olivetti a 4 operazioni |
| Divisumma 14 | 1948 | Elettromeccanica | Prima a stampare automaticamente |
| Divisumma 24 | 1956 | Elettromeccanica | 24 cifre, tastiera completa |
| Tetractys | 1956 | Elettromeccanica | Versione portatile professionale |
| Logos 27-2 | 1967 | Elettromeccanica | Mercato britannico, design Gassino |
| Programma 101 | 1965 | Elettronica | Primo personal computer della storia |
| Logos 328 | 1970 | Elettronica | Transizione ibrida elettromeccanica/elettronica |
| Logos 480 | 1981 | Elettronica | Calcolatrice scrivente professionale |
Approfondisci: per la storia più ampia dell'invenzione della calcolatrice — da Pascal a Babbage, dalla Curta all'HP-35 — leggi il nostro articolo su chi ha inventato la calcolatrice.
Domande frequenti
Cos'è la calcolatrice Olivetti?
La calcolatrice Olivetti è una linea di macchine da calcolo prodotte dall'azienda italiana Olivetti di Ivrea (Torino). I modelli più famosi sono la Divisumma (1948), prima a stampare i risultati, e la Programma 101 (1965), il primo personal computer da scrivania della storia.
Cos'è la Programma 101 Olivetti?
La Programma 101 (P101 o "Perottina") è una calcolatrice programmabile presentata da Olivetti nel 1965. Progettata dall'ingegnere Pier Giorgio Perotto, è considerata il primo personal computer da scrivania della storia. La NASA ne acquistò 10 unità per le missioni Apollo e HP pagò 900.000 dollari in royalty a Olivetti per la P101.
Quanto costava la Programma 101 Olivetti?
Al lancio nel 1965 costava 3.200 dollari (oltre 28.000 euro odierni). Nonostante il prezzo, ne furono vendute circa 44.000 unità in tutto il mondo tra il 1965 e il 1971.
Cosa significa Divisumma?
Divisumma è un nome inventato da Olivetti che unisce "divisione" e "somma". La Divisumma 14 del 1948 fu la prima calcolatrice al mondo a stampare automaticamente sia i dati inseriti sia il risultato finale.
Chi ha progettato le calcolatrici Olivetti?
I progettisti principali furono Natale Capellaro (Divisumma, 1948), Pier Giorgio Perotto (Programma 101, 1965) e Teresio Gassino (Logos 27-2, 1967). Il design estetico fu curato da designer di fama come Ettore Sottsass e Michele De Lucchi.
Calcolatrice online gratis
L'erede digitale della Programma 101 — senza schede magnetiche, senza tastiera, senza fili. Gratis, direttamente nel browser.
Apri la calcolatrice →